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La riforma del processo penale ha suscitato polemiche tra penalisti e l’Associazione Nazionale Magistrati, ma è stata approvata lo scorso 14 giugno con 320 voti a favore contro i 149 “no”.
Queste le principali novità:
Pene più severe per i reati a più alta percezione “sociale”, quali scippo e furto in abitazione, rapina.
Si inaspriscono le pene anche per il voto di scambio politico-mafioso che passerà dai 4-10 anni, previsti attualmente, a 6-12 anni.
Si potranno, invece, estinguere alcuni reati quali diffamazione o truffa, pagando il risarcimento del danno o eliminando le conseguenze del reato.
Si allunga la prescrizione, il cui conteggio verrà sospeso per 18 mesi dopo la sentenza di primo grado e per altri 18 mesi dopo la sentenza di secondo grado.
Intercettazioni: Il legislatore ha voluto trovare una mediazione tra l’esigenza degli inquirenti di portare avanti l’indagine e quella alla riservatezza su dati personali, per cui, il governo predisporrà norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell’indagine e riguardanti persone estranee.