La cosiddetta riforma Orlando, che prende il nome dal ministro della Giustizia è ormai legge; è stata, infatti, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 4 luglio 2017, la Legge n. 103 del 23 giugno 2017 (contenente disposizioni che modificano il Codice penale, il Codice di procedura penale oltre che l’ordinamento penitenziario) approvata definitivamente dalla Camera dei deputati, attraverso la fiducia al governo, il 14 giugno scorso. Le norme contenute nella suddetta riforma entreranno in vigore il trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione, cioè il prossimo 3 agosto, ad eccezione di alcune disposizioni per cui è prevista l’efficacia ad un anno di distanza ( in particolare, tra le disposizioni a vigore differito, vi sono le norme di attuazione del codice di rito penale in materia di dibattimento a distanza).
I contenuti principali del provvedimento, che consta di un unico articolo, suddiviso in 95 commi riguardano:
– l’introduzione della causa di estinzione del reato per condotte riparatorie;
– gli inasprimenti sanzionatori per alcuni reati contro il patrimonio nonché per il reato di scambio elettorale politico mafioso;
– la riforma della disciplina della prescrizione;
– la modiche della disciplina delle indagini preliminari e del procedimento di archiviazione;
– le modifiche in materia di riti speciali;
– la struttura e il contenuto della sentenza;
– la riforma del regime delle impugnazioni, in particolare il ricorso in Cassazione;
– le modifiche alla normativa di organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero;
– l’ampliamento delle ipotesi normative di c.d. processo a distanza per imputati e testimoni.
La legge 103 inoltre delega il Governo ad adottare una serie di decreti legislativi nelle seguenti materie:
– modifica della disciplina del regime di procedibilità per taluni reati;
– modifica della disciplina delle misure di sicurezza personali;
– riordino di alcuni settori del codice penale;
– la revisione della disciplina del casellario giudiziale;
– riforma della disciplina in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni;
– riforma della disciplina in materia di giudizi di impugnazione;
– riforma dell’ordinamento penitenziario.
