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Chi è responsabile dell’incuria ed omessa manutenzione dei pali elettrici ammalorati, corrosi e potenzialmente fonte di danni alla proprietà privata?
Lo Studio Legale De Gaetano è stato investito della presente questione da parte di un cliente proprietario di una villa sita lungo la trafficata litoranea salentina, sita nella provincia di Taranto, destinata a locazione turistica. In particolare, il ricorrente lamentava che sui terreni confinanti con la sua proprietà insistevano diversi pali di cemento elettrici, di proprietà della soc. e-distribuzione s.p.a., in evidente stato di incuria ed in pessimo stato manutentivo, da cui provenivano continui distacchi di cemento e che rappresentavano fonte di danni sia agli ospiti che alla precitata struttura.
Dopo continui inviti bonari alla società proprietaria ed una successiva diffida stragiudiziale, rimasti tutti privi di riscontri, parte danneggiata è stata costretta adire la competente Autorità Giudiziaria, al fine di ottenere l’invocata misura cautelare a fini preventivi nonché l’applicazione della c.d. astreinte, così come prevista dall’art. 614 bis c.p.c..
La società convenuta si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto della domanda, eccependo, in via preliminare, l’improcedibilità per omessa proposizione della domanda di mediazione e, nel merito, l’infondatezza, in quanto, a suo dire, il pericolo di danno lamentato fosse inesistente, dal momento in cui i Vigili del Fuoco, intervenuti sui luoghi, avevano transennato e protetto l’area in questione.
Ebbene, il Tribunale di Taranto, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 24/6/2026, dopo solo due mesi e mezzo decorrenti dall’iscrizione del giudizio, con sentenza emessa in data 21/7/2026 ha condannato la soc. E-distribuzione S.p.A. sia al ripristino dei pali elettrici – da eseguirsi entro un termine ben preciso – e, per l’eventuale ritardo nell’adempimento, all’applicazione della c.d. astreinte, ovvero al pagamento di una somma di denaro, pari ad € 50,00 per ogni giorno.
Il caso studiato e risolto dallo Studio Legale De Gaetano ha posto in risalto l’annosa questione – sussistente soprattutto in località balneari, come quella della tratta jonica della litoranea salentina, ove i pali di cemento subiscono, a causa della salsedine, il distacco del cemento e la corrosione del ferro – della manutenzione dei pali di proprietà della società di distruzione, in diversi casi assente oppure non adeguatamente eseguita. E l’utilizzo dell’o strumento richiesto ed ottenuto può fungere da stimolo all’adempimento dell’obbligo di fare, in quanto la c.d. astreinte rappresenta una misura di coercizione indiretta che ha lo scopo di incentivare l’adempimento spontaneo.
Esso istituto, previsto dall’art. 614 bis c.p.c., ha subito una riformulazione ad opera della Riforma Cartabia L. 20/2023, la quale ha previsto al 4° comma che: “Il provvedimento costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione, inosservanza o ritardo“.