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Carta SIM con servizi non richiesti: è pratica commerciale scorretta.

Carta SIM con servizi non richiesti: è pratica commerciale scorretta.

Si parla di pratica commerciale aggressiva e sleale se le SIM vengono vendute con servizi a pagamento preimpostati e preattivati, senza che il consumatore ne sia stato preventivamente informato.
Questo è quanto stabilito dalla corte di giustizia Ue con la sentenza del 13 settembre 2018 in merito ad una questione relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno, e che era stata sollevata nell’ambito di due controversie incardinate tra l’ AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) e le compagnie telefoniche vodafone, Wind e Tre in merito a provvedimenti con cui l’AGCM aveva sanzionato per pratiche commerciali sleali queste società.

I giudici europei, nelle loro conclusioni, hanno stabilito che si tratta di “fornitura non richiesta” la commercializzazione da parte degli operatori di telecomunicazioni di carte SIM su cui sono preimpostati e preattivati servizi, quali la navigazione internet e la segreteria telefonica, senza che l’acquirente sia stato adeguatamente informato nè dell’attivazione e nè dei costi di questi servizi.
Tale condotta, ha stabilito infine la corte Ue, è sanzionabile anche da un’autorità nazionale diversa da quella prevista dal diritto dell’Unione in materia di comunicazioni elettroniche.