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Omicidio stradale: il giudice di Torino interpella la Corte Costituzionale.

Omicidio stradale: il giudice di Torino interpella la Corte Costituzionale.

Omicidio stradale: dubbi sul trattamento sanzionatorio previsto dalla legge.

Il Tribunale penale di Torino, con l’Ordinanza depositata l’8 giugno 2018, ha dichiarato rilevanti due questioni di legittimità della legge che dal 23 marzo 2016 fa parte del codice penale italiano e che disciplina l’omicidio stradale.

In particolare le due questioni riguardano:

  1. La presunta sproporzione della pena minima che, nell’attuale formulazione della norma incriminata, arginerebbe la discrezionalità del giudice, provocando un aumento sproporzionato e irragionevole della condanna, pure nelle ipotesi di colpa minima.
  2. L’automatismo di revoca della patente (per il quale non è rilevante la dinamica dell’incidente) con la connessa impossibilità di sostenere un nuovo esame di guida per almeno un lustro, e che opera, in via automatica, per tutte le fattispecie di condanna, compreso il patteggiamento.

Entrambe le questioni sono emerse a seguito dell’istanza di un avvocato, che si è rivolto al tribunale di Torino rifacendosi al caso di un’anziana signora investita nel 2016 da un’automobilista che non aveva rispettato l’indicazione semaforica di arresto, riportando lesioni personali guaribili in 60 giorni.