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“Carta docente” riconosciuta a personale non di ruolo.

“Carta docente” riconosciuta a personale non di ruolo.

Lo Studio Legale De Gaetano ha perorato la causa di un docente precario volto ad ottenere il riconoscimento del proprio diritto al beneficio della c.d. “Carta Docente” che corrisponde ad un beneficio di natura economico pari ad € 500,00, per ogni anno di insegnamento da investire in attività didattica di vario genere. Il Tribunale di Mantova, in funzione di giudice del lavoro, con sentenza emessa il 16/1/2025 ha accolto la domanda attrice, alla luce dell’unanime giurisprudenza sia di legittimità che di merito richiamata dal procuratore e condivisa. La c.d. “Carta Docente” – istituita dall’art. 1, comma 121, della L. 107/2015 (cd. “Buona Scuola) e corrispondente ad un beneficio economico di € 500,00 per ciascun anno di insegnamento finalizzato all’acquisto di libri, riviste, corsi di aggiornamento professionale ecc. – veniva riconosciuta soltanto in favore del personale docente di ruolo e non dei precari. Successivamente, è intervenuta la sentenza n. 1842/2022 del Consiglio di Stato che, in riforma della Sentenza del TAR Lazio, ha ritenuto che la scelta del Ministero di escludere dal beneficio della Carta Docente il personale con contratto a tempo determinato presenta profili di irragionevolezza e contrarietà ai principi di non discriminazione e di buon andamento della P.A., distaccandosi dall’idea di un sistema di formazione a “doppia trazione” tra docenti di ruolo, la cui formazione è obbligatoria, permanente e strutturale, e quindi sostenuta sotto il profilo economico con l’erogazione della Carta e docenti non di ruolo, per i quali non vi sarebbe alcuna obbligatoria e, dunque, alcun sostegno economico. A tale intervento riformatore si è adeguata tutta la giurisprudenza di merito di diversi Tribunali, tra i quali anche quello di Mantova che con la sentenza in argomento ha riconosciuto il diritto al beneficio in favore dell’insegnante rappresentato dallo Studio Legale De Gaetano, condannando il Ministero dell’Istruzione e del Merito anche al pagamento delle spese legali.