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APPELLO AVVERSO SENTENZA PENALE GIUDICE DI PACE. INAPPLICABILITA’ DELL’ART. 544 C.P.P.. Termine di 30 giorni dalla notifica qualora la sentenza venga depositata fuori termine, cioè oltre 15 giorni.

La VII Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10152/2016, dichiarava l’inammissibilità del ricorso proposto avverso sentenza del Tribunale di Castrovillari, ribadendo il principio, in virtù del quale, Il Giudice di Pace deve depositare la motivazione della sentenza entro 15 giorni, qualora non la detti a verbale; il che implica che quest’ultimo non possa autoassegnarsi, come nel caso di specie, giorni sessanta, un termine diverso e maggiore, non consentito dall’art. 32 del D. lgs. 274/2000, che riveste carattere derogatorio rispetto all’art. 544 c.p.p., con la conseguenza che non può trovare applicazione il D. lgs. n. 274/2000, art. 2, che prevede l’estensione delle norme del codice di rito nei procedimenti innanzi al Giudice di Pace, a meno che non sia diversamente stabilito. Da ciò ne deriva che la motivazione depositata oltre il quindicesimo giorno deve ritenersi fuori termine, ed inoltre che il termine per impugnare è quello di giorni trenta, decorrenti dal giorni in cui sia avvenuta la notificazione ai sensi dell’art. 548 c.p.p., comma 2 c.p.p., art. 585 c.p.p. comma 1, lett. b) e comma 2 (v. Cass. Sez. V 28/5/2014, n. 43493 e 30/6/2015 n. 43487). Nel caso in esame, dunque la sentenza di primo grado depositata fuori termine risultava notificata il 31/3/14 ma l’appello veniva proposto il 12/5/14, quindi al di là del termine di trenta giorni, per cui il ricorso è stato dichiarato inammissibile con tutte le ulteriori conseguenze in ordine alle spese.