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Riforma del diritto fallimentare, è ora legge.

Riforma del diritto fallimentare, è ora legge.

Con la riforma del diritto fallimentare, divenuta legge, vengono previsti sistemi di “allerta” affinchè le crisi aziendali non diventino irreversibili e strumenti per favorire le mediazioni tra debitori e creditori, per gestire l’insolvenza.
Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni osserva, con soddisfazione, che tale riforma “è un contributo per un’economia più sana che aiuterà la crescita”.

Queste le principali novità:

LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
Non si parlerà più di “fallimento” ma di “liquidazione giudiziale”, in cui il curatore avrà più ampi poteri: accederà più facilmente alle banche dati della Pa, potrà promuovere le azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali, sarà affidata a lui la fase di riparto dell’attivo tra i creditori.

PREVENIRE LA CRISI.
Per facilitare una composizione assistita, arriva una fase preventiva di allerta attivabile direttamente dal debitore o, su segnalazione dei creditori pubblici, d’ufficio dal tribunale.
Nel caso di procedura su base volontaria, il debitore verrà assistito da un apposito organismo istituito presso le Camere di commercio e avrà 6 mesi di tempo per raggiungere una soluzione concordata con i creditori.
Se la procedura è d’ufficio, il giudice convocherà immediatamente, in via riservata e confidenziale, il debitore e affiderà a un esperto l’incarico di risolvere la crisi trovando un accordo entro 6 mesi con i creditori. L’esito negativo della fase di allerta è pubblicato nel registro delle imprese.
Dalla procedura d’allerta sono escluse le società quotate e le grandi imprese.

REGOLE PROCESSUALI SEMPLIFICATE.
Nel trattare le proposte, verrà data priorità a quelle che assicurano la continuità aziendale, purchè funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori, considerando la liquidazione giudiziale come extrema ratio. Si cerca, inoltre, di ridurre durata e costi delle procedure concorsuali (responsabilizzando gli organi di gestione e contenendo i crediti prededucibili).

INCENTIVI A RISTRUTTURAZIONE DEBITI.
Il limite del 60% dei crediti per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti dovrà essere eliminato o quantomeno ridotto.

IL NUOVO CONCORDATO PREVENTIVO.
Viene ridisegnato ammettendo, accanto a quello in continuità, anche il concordato che mira alla liquidazione dell’azienda se in grado di assicurare il pagamento di almeno il 20 per cento dei crediti chirografari.

INSOLVENZA GRUPPO DI IMPRESE.
Arriva una procedura unitaria per la trattazione della crisi e dell’insolvenza delle società del gruppo e, anche in caso di procedure distinte, vi saranno comunque obblighi di collaborazione e reciproca informazione a carico degli organi procedenti.